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 IL COMMISSARIO MONTALBANO

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MessaggioOggetto: IL COMMISSARIO MONTALBANO   Lun Mar 14, 2011 7:15 am

Salvo Montalbano è un personaggio letterario, protagonista dei romanzi polizieschi di Andrea Camilleri. Montalbano è un commissario di polizia che svolge le sue funzioni nell'immaginaria cittadina di Vigata, sulla costa siciliana.
I racconti sono caratterizzati dall'uso di un italiano fortemente contaminato da elementi della lingua siciliana e da un'ambientazione siciliana particolarmente curata.
Il nome Montalbano venne scelto da Camilleri in omaggio allo scrittore spagnolo Manuel Vázquez Montalbán, ideatore di un altro detective famoso, Pepe Carvalho: i due personaggi hanno in comune l'amore per la buona cucina e le buone letture, i modi piuttosto sbrigativi e non convenzionali nel risolvere i casi, una storia d'amore controversa e complicata con donne anch'esse complicate.

Montalbano risulta essere nato a Catania nel 1950 (descrive gli avvenimenti del '68 affermando di avere all'epoca 18 anni). Laureato in giurisprudenza, inizia la sua carriera in polizia verso i trent'anni, conducendo un apprendistato che lo porta come vicecommissario in un paesino di montagna, Mascalippa in provincia di Enna, fino a quando viene trasferito a Vigata, cittadina sul mare in provincia di Montelusa (due nomi di fantasia che corrispondono nella realtà rispettivamente a Porto Empedocle e Agrigento). In una località vicina a Vigata, Marinella, il commissario affitta una villetta sul mare, che poi acquisterà, dove abitualmente vive solo, salvo quando viene a visitarlo la fidanzata Livia, che vive a Boccadasse, un quartiere di Genova, e che appare nei romanzi come filo rosso sempre presente nella sua vita.
La casa di Marinella sarebbe invivibile, dato l'abituale disordine che caratterizza l'agire di Montalbano, se non ci fosse la preziosa adenzia (aiuto) della cameriera Adelina, scorbutica ma fedele donna di servizio e cuoca, nonostante abbia due figli delinquenti arrestati spesso proprio dal commissario. Adelina è una bravissima cuoca e lascia sempre qualche piatto siciliano nel frigorifero o nel forno per il commissario, che abitualmente pranza nel ristorante "San Calogero"con abbondanti piatti di pesce, il suo cibo preferito. Può capitare però che talvolta il commissario di ritorno a casa non trovi niente di preparato: in questo caso Montalbano non si perde d'animo e pranza a base di olive nere (passuluna) e formaggio caciocavallo. Raramente accade invece che trovi il piatto principe di Adelina la pasta ncasciata che fa nitrire di piacere il nostro commissario.
Tra Livia e Adelina c'è una perfetta incompatibilità di carattere per cui, quando è presente in casa l'una, è sicuramente assente l'altra.
I più stretti collaboratori di Montalbano sono il suo vice Domenico Augello, amico ed impenitente "fimminaro" che Montalbano chiama con il diminutivo di Mimì, l'ispettore Giuseppe Fazio, solerte, efficientissimo e di grande aiuto nella ricerca di indizi, Agatino Catarella, il simpatico agente centralinista tonto e perciò, secondo Camilleri, abile nell'uso del computer. Il commissario da parte sua ha un rapporto di amore-odio con la moderna tecnologia: ne riconosce i grandi vantaggi ma la sente ormai estranea alla sua età. Divertenti sono le sue considerazioni, che riflettono quelle del suo creatore, che egli fa proprio a proposito dei telefonini:
« La chiamò al cellulare, ma arrisultò astutato (spento). Anzi, per la precisione, la voci registrata disse che la pirsona chiamata non era raggiungibile. E consigliava di riprovare doppo tanticchia (un po'). Ma come si fa a raggiungere l'irraggiungibile? Solo provando e riprovando doppo tanticchia? Al solito, quelli dei telefoni tiravano a praticare l'assurdo. Dicevano, per esempio: il numero da lei chiamato è inesistente… Ma come si permettevano un'affermazione accussì? Tutti i nummari che uno arrinnisciva a pensari erano esistenti. Se veniva a fagliari (mancare) un nummaro, tutto il mondo si sarebbe precipitato nel caos. Se ne rendevano conto quelli dei telefoni, sì o no? »
Complesso il suo rapporto con la religione: è senz'altro un laico, ma non un mangiapreti, non è un credente ma man mano che la vecchiaia avanza, romanzo dopo romanzo, diventa sempre più introverso e sgomento di fronte ai problemi dell'età con i suoi piccoli inconvenienti come i vuoti di memoria, a cui deve rimediare, vergognandosi, prendendo appunti, e con le grandi paure improvvise come quando al risveglio gli compare ossessivamente nel cervello «non un pinsero completo, ma un principio di pinsero, un pinsero che accomenzava con queste ‘ntifiche parole: Quanno viene il jorno della tò morti...».(op. cit., p. 11). Forse per il non credente Montalbano è questo il ricordo della preghiera dell'"Ave Maria" recitata da bambino («... e nell'ora della nostra morte») ? Ed era una sorta di "Padre nostro" quello che invocava quando ne Il giro di boa, credeva di essere stato colpito da un infarto? «mentre il dolore diventava una specie di trapano rovente nella carne viva, litaniò dintra di sé: "Patre mio, patre mio, patre mio..." Litaniava a sò patre morto... Ma sò patre non ascutò la priera.». Il commissario accetta peraltro, nonostante si dichiari non credente, di fare da padrino di battesimo per il figlio del suo vice "Mimì" Augello: segno della sua adesione, se non ai fondamenti ideologici, almeno alle forme sociali del cattolicesimo più diffuse tra la popolazione italiana.

Montalbano è un commissario sui generis, «maturo, sperto, omo di ciriveddro e d'intuito» (in La luna di carta), con innata abilità nel dipanare intrighi complicati e difficoltosi. Sebbene il suo mestiere glielo permetta, rifugge dall'uso delle armi ma quando è costretto ad usarle lo fa con abilità e precisione.
Montalbano, coerentemente al suo carattere introverso, preferisce condurre le sue indagini da solo e spesso risponde scontrosamente alle richieste di chiarimenti dei suoi collaboratori per certi suoi strani comportamenti.
Non è certo esente da umane debolezze, come la sua propensione per la buona cucina, soprattutto quella a base di pesce, e tic come l'assoluto silenzio durante il pasto.
Ci sono poi giornate in cui il commissario è intrattabile, come sanno bene i suoi collaboratori, che in quelle occasioni si tengono alla larga. Questo dipende dal fatto che Montalbano è un meteoropatico che si rabbuia e si irrita facilmente quando il tempo si fa tinto (brutto).
Odia parlare in pubblico e quando è costretto a farlo appare impacciato e dall'eloquio sconnesso, sembra essere «... pigliato dai turchi, balbuziente, esitante, strammàto (squilibrato), stunàto, perso, ma sempre con gli occhi spiritati».
Non ama mettersi in primo piano di fronte ai media ed anzi si sente sprofondare quando in alcune occasioni è premiato in cerimonie ufficiali per i brillanti risultati delle sue indagini.
Assolutamente privo d'ambizione giunge al punto di rifiutare le promozioni e fa di tutto per evitarle. Vuole fare solo il suo lavoro, che sa di far bene, e non vuole avere contatti con la classe politica che apprezza ben poco.
Con grande abilità riesce a districarsi nella burocratica macchina dell'apparato statale, servendo lo Stato con grande lealtà e non lesinando critiche feroci ai suoi colleghi per comportamenti poco onorevoli.
Ha quindi una personalità complessa: da un lato l'irreprensibile funzionario di Pubblica Sicurezza e dall'altro l'uomo con i suoi vizi e le sue virtù che talora applica una sua personale giustizia, elemento questo che lo accomuna all'altro grande commissario della letteratura gialla: il commissario Maigret di Georges Simenon.

Le notizie sulla famiglia di Montalbano le ricaviamo dal romanzo Il ladro di merendine[12] quando il commissario, che ha perso la madre da piccolo e di cui conserva solo il ricordo dei suoi capelli biondi, si confida con François, il bambino che ha avuto la madre assassinata: «Gli confidò cose che mai aveva detto a nessuno, manco a Livia. Il pianto sconsolato di certe notti, con la testa sotto il cuscino perché suo padre non lo sentisse; la disperazione mattutina quando sapeva che non c'era sua madre in cucina a preparargli la colazione o, qualche anno dopo, la merendina per la scuola. Ed è una mancanza che non viene mai più colmata, te la porti appresso fino in punto di morte.».
Montalbano nelle sue indagini sembra ricercare delle figure materne sostitutive trovandole in personaggi anziani e miti che hanno svolto la professione d'insegnanti, come la maestra in pensione Clementina Vasile Cozzo, una settantenne costretta su sedia a rotelle, verso cui ha immediati sentimenti di simpatia e che prende l'abitudine di andare a visitare o l'ex preside Burgio con sua moglie Angelina di cui apprezza la buona cucina a base di pesce, oppure la moglie malata del suo amico, l'anziano questore Burlando prossimo alla pensione.
Il padre, attento e sollecito, gli ha fatto anche da madre e, rispettoso della vita del figlio, ha voluto aspettare per risposarsi che questi si laureasse e diventasse autonomo. Montalbano non aveva preso bene la decisione del padre di risposarsi e si era quasi del tutto allontanato da lui «forse c'era stata... una quasi totale mancanza di comunicazione, non riuscivano mai a trovare le parole giuste per esprimere vicendevolmente i loro sentimenti...».
I due però continuavano a volersi, sia pure da lontano, molto bene.
Il padre, che vive lontano da Vigata, rimasto vedovo della seconda moglie, colleziona gli articoli di giornale che scrivono dei successi investigativi del figlio e quando il commissario è stato ferito in uno scontro a fuoco, gli è stato vicino telefonandogli ed è andato una volta a visitarlo in ospedale. Ed ogni tanto arriva in commissariato una cassetta del suo buon vino.
Durante l'indagine narrata ne Il ladro di merendine Montalbano riceve due lettere del socio (Prestifilippo Arcangelo) dell'azienda vinicola del padre che gli danno notizia che questi è da tempo gravemente ammalato di tumore e che, sebbene consapevole della sua morte imminente, non ha voluto far sapere niente al figlio per risparmiargli lo strazio della sua sofferenza. Montalbano arriverà nell'ospedale dov'è ricoverato il padre quando questi è ormai morto e si rimprovererà amaramente del suo egoismo, poiché pur avendone intuito il malessere, ha come voluto inconsciamente ignorarlo. Del padre Montalbano conserverà un vecchio orologio da polso dal quale non si separerà più.

Il personaggio letterario di Montalbano è divenuto noto al grande pubblico dal momento in cui le sue avventure sono state raccontate in una serie di telefilm. Così com'era accaduto per il più celebre Maigret, il protagonista dei romanzi di Georges Simenon, che viene delineato come un personaggio reale a cui il suo autore addirittura indirizza una lettera, anche Camilleri ha voluto intrecciare fantasia e realtà nel romanzo La danza del gabbiano approfittando anche per indicare ai suoi lettori la "vera" figura fisica del suo commissario.
Nelle pagine iniziali del racconto la fidanzata Livia insiste col commissario per fare una gita tra Modica, Ragusa e Scicli per visitare le architetture del barocco siciliano, ma Montalbano, come argomento della sua pigrizia, afferma che:
«Non vorrei che mentre ci siamo noi girassero lì qualche episodio della serie tv…»
al che Livia, sempre in vena di "azzuffatine", obietta:
«E che te ne frega, scusa?»
Risponde Montalbano:
«E se putacaso mi vengo a trovare faccia a faccia con l’attore che fa me stesso… come si chiama… Zingarelli»
«Si chiama Zingaretti - lo corregge Livia - non fare finta di sbagliare […] e poi nemmeno vi somigliate […] lui è assai più giovane di te»
«E che accidenti significa? - si prende la rivincita Montalbano -Se è per questo lui è totalmente calvo, mentre io ho capelli da vendere»
Così infatti, con folta chioma e baffi, è stato riprodotto Montalbano in una statua celebrativa collocata a Porto Empedocle alla presenza dello stesso Camilleri.
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MessaggioOggetto: Re: IL COMMISSARIO MONTALBANO   Lun Mar 14, 2011 7:24 am

Questa sera iniziano i nuovi episodi della serie su raiuno in prima serata.

Per immergersi nella stupenda isola del sole. Sicilia meravigliosa mon amour.












Ultima modifica di Fantasiosa il Lun Mar 14, 2011 7:47 am, modificato 4 volte
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MessaggioOggetto: Re: IL COMMISSARIO MONTALBANO   Lun Mar 14, 2011 7:36 am









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MessaggioOggetto: Re: IL COMMISSARIO MONTALBANO   Lun Mar 14, 2011 7:42 am


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MessaggioOggetto: Re: IL COMMISSARIO MONTALBANO   Dom Ott 12, 2014 1:40 pm

Nessun altro ne vuole parlare ?

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MessaggioOggetto: Re: IL COMMISSARIO MONTALBANO   Lun Ott 27, 2014 11:26 am

Nessuno. Chiudo.

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MessaggioOggetto: Re: IL COMMISSARIO MONTALBANO   Oggi a 3:35 am

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